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Chalanche Ronde

Da Oulx andando verso Cesana, sulla destra, si intravedono due ampi valloni affacciati verso est, giusto alla destra dell’imponente Chaberton.

Ogni volta li guardo con curiosità, Marco dice che sarebbe un giro fighissimo da fare. Partenza da Claviere, risalita per la Rocher Charniers, una breve cresta per arrivare in cima alla Chalanche Ronde e da li 1800m di discesa su pendii divertenti fino a Fenils, il paesino nel fondo valle dove terminerebbe la discesa.

Un giro che fino a lunedì è rimasto lì nel cassetto, o meglio, nei calcoli fatti sulla mappa. 

Domenica sera ci scambiamo qualche messaggio con Marta e Diuz (fondatori di Skinsbelts, andate a vedere le loro super creazioni www.skinsbelts.com) entrambi, sia noi che loro, convinti di fare un altro giro, fino a che non matura l’idea di sciare questo tanto invitante vallone.

Ed ecco che ci troviamo alle 8 del mattino a lasciare una macchina a Fenils, ad aspettare Fede Ravassard che è partito talmente gasato da aver lasciato gli scarponi a casa, per poi arrivare a Claviere e scoprire che anche Diuz, per non essere da meno, ha pensato di lasciarli al caldo 😉

Risolti velocemente tutti i problemi di attrezzatura partiamo! La giornata è magnifica, il vento nel fondo valle ci lascia pellare tranquilli. Siamo solo noi 5 e nessun altro in giro. Lo sviluppo della gita inizia già ad essere importante.

La neve nella salita verso la Rocher Charniers è abbastanza dura e lavorata dal vento. Tra foto, pause cibo, e le doverose chiacchiere, dopo circa 3 ore e 1400m dopo siamo in cima alla Rocher Charniers. Il vento qui soffia piuttosto prepotentemente e fa si che ci spostiamo velocemente in direzione della Chalanche. 

Ci affacciamo sul nostro versante di discesa e ci rimaniamo un po’ male nel notare che qualcuno con l’heliski ci ha preceduto. Siamo circondati da montagne a 360°, decisamente più lontane e meno raggiungibili di questa da poter sfruttare per le rotazioni in elicottero, invece che venire a “rubare” la traccia di chi, con fatica e passione, se l’è conquistata.

Scegliamo bene dove scendere.

Valutiamo le condizioni del pendio e cerchiamo dove la neve è stata toccata meno dal vento.

Bastano poche curve per rendersi conto che la discesa è una goduria!

E più scendiamo più godiamo. Si, godiamo! Per la cima conquistata, per la meta scelta, per la bella compagnia con cui condividere questa avventura e sì, anche per la qualità della neve!

Senza dubbio e senza timore la classificherei come la gita, e la discesa, più belle di quest’anno.

Togliamo gli sci negli ultimi tornanti sopra la macchina, dove la neve si è già sciolta. Togliamo qualche strato e iniziamo a pensare alla meritata birra post gita. Forse qui meglio usare il plurale 😉

Il piemonte è tornato giallo ed il nuovo bistrot “Il Filo Rosso” della nostra amica Sisa può finalmente rimanere aperto per accoglierci.

Se come me non siete piemontesi e non avete mai assaggiato Ghinefle e Cajette, andateci. Cibo, accoglienza e birra sono una bomba e ne rimarrete piacevolmente soddisfatti! (Ig: @ilfilorosso_bistrot)

Purtroppo in questa giornata, proprio mentre eravamo presi a pensare a quanto fossimo fortunati e grati a poter vivere queste avventure dietro casa, un nostro amico ci lasciava. 

Un pensiero va a lui, che viveva all’insegna di queste emozioni, e dei conseguenti sorrisi, che la montagna gli regalava. Ciao Cala.

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