La nostra prima via in ambiente in alternato - Le Bal des Boucas
Quando si dice che ogni tanto il piano B sia migliore del piano A. Questa volta in realtà siamo finiti a scegliere il piano D, e che si è rivelato una vera bomba!
Piano A miseramente fallito in quanto il rifugio doveva ancora aprire, piano B praticamente pronti a partire e notiamo un cambiamento nel meteo che ci lascia poca speranza, piano C, nessuna speranza.
Ed ecco che controllando nella valle di Monetier Les Bains il sole sembra splendere e la percentuale di possibilità di precipitazioni è finalmente zero.
Marco ha già in mente che via andare a fare, conosce bene la zona perché dista qualche decina di KM in linea d’aria da casa sua a Oulx. In realtà queste sono proprio le montagne che lui chiama “casa”.
La via che ha in mente è una delle più conosciute e ripetute sulla Tete Colombe: Le Bal des Boucas. 11 lunghezze su calcare iper mega compatto ed in mezzo ad un ambiente stupendo. Alle nostre spalle si trova il magnifico mondo degli Ecrins, svettano Les Agneux, si scorge il Couloir Davin, dietro il Col du Lautaret si vede la Grave e la Meije, e, passata circa la metà della via, fa capolino la Barre des Ecrins.
La giornata è bellissima, cielo terso e aria croccante. In questi giorni in quota tira un forte vento ma data l’esposizione della via dovremmo essere abbastanza riparati.
L’idea di andare a fare questa via mi piace molto, i gradi sono relativamente contenuti (max 6b) e, sulle relazioni leggo che la via è “ottimamente spittata”. Queste due caratteristiche fanno nascere in Marco l’idea che, questa via, la faremo progredendo a tiri alterni.
La verità è che la cosa mi gasa tantissimo. Pian pianino sto notando la differenza di soddisfazione che si ha nel chiudersi un tiro, nel dire a se stessi “ce l’ho fatta”. Certo, ciò che spesso però gioca il ruolo maggiore è la mia mente. Mi piace la sensazione che si ha posteriori, ma bisogna essere forti prima per dire “ok, vado”. È purtroppo troppo facile adagiarsi e lasciarsi trattenere nella propria comfort zone.
“Allora questa via la facciamo in alternato”
“Ok, va bene”
Parole dette a voce alta, l’impegnò è stato preso!
Decidiamo chi parte, anzi, Marco fa decidere me! Parto io. Non scelgo in base ai tiri più facili ma anzi, in base a quelli che secondo me, anche se un pelo più duri di altri, proprio per questo potrebbero essere spittati meglio 😉
Questa è la prima via che facciamo in alternato in ambiente, e si sa, che l’ambiente ha sempre le sue belle carte vincenti da giocare. Tira una bella arietta ma sono talmente elettrizzata che, mentre Marco patisce un po’ di freddo, io sono invece in perfetta temperatura 😉
La via è bellissima. La roccia super. Sicuro aver fatto varie vie su granito questo inizio stagione, mi ha aiutato particolarmente. Questo calcare è molto abrasivo e, nonostante non ci siano grandi prese da tirare bensì solo piccoli appoggi di piedi e cannelure, mi sento tranquilla, e penso che dove metto il piede, lui sta.
Gli spit sono piuttosto distanziati tra uno e l’altro anche se, dove c’è il passo duro, c’è sempre lo spit vicino, ma dove il grado si abbassa, tra gli spit c’è da pedalare!
Marco scherza e dice secondo lui il trapano in alcuni tiri gli è scivolato dalle mani 😉 vedere lui pacifico e sereno mi tranquillizza molto. Sopra di noi ci fa compagnia un grifone. Siamo soli in tutta la parete.
Sono molto felice. Le sensazioni sono buone e sono proprio soddisfatta. Ringrazio Marco per avermi spronata. Ps: ciò non vuol dire d’ora in avanti farò tutte le vie da prima 😉
Forse questa è la dimostrazione di come, scalando sempre da secondi, quando ci si immagina a dover affrontare il passaggio da primi, la nostra mente, o almeno la mia, pensa che non ce la si faccia, ma quando però ci si trova lì, a dover fare il passo, lo si fa, e senza neanche vedere troppi draghi.
11 tiri e circa 4h dopo siamo in cima! Ci godiamo il panorama, il sole è ancora alto ma la luce del tardo pomeriggio rende i colori ed il panorama ancora più belli.
Qualche foto e 6 calate dopo siamo a terra, ed è qui che la felicità e la soddisfazione lasciano lo spazio al pensiero immediatamente successivo: 1 luglio 2021, prima via in ambiente in alternato. La pizza per festeggiare dove ce la mangiamo?!??!
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Marco ha 29 anni, è di Bergamo. Io l’ho ribattezzato “Marc Márquez” non perché gli assomigli o vada in moto, ma perché va come una moto.
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Alice Russolo | 38122 Trento P.Iva 02263030229 C.F. RSSLCA86D62L378L
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