Monte Bianco con Mirko e Gibo ed Enry

Sto rientrando da un’uscita alpinistica in Svizzera quando mi suona il telefono.
È Enry – Enri Chris Veronese per l’anagrafe – un amico e collega guida. Rispondo, e dall’altra parte sento:
“Per sabato trovati un’altra guida.”
Scoppiamo a ridere. È martedì, e lui è appena sceso dal Monte Bianco. Venerdì notte saremo di nuovo in marcia insieme, questa volta con Mirko e Gibo.

Mirko e Gibo sono due ragazzi di Milano. Ci siamo conosciuti due anni fa, durante la loro prima esperienza alpinistica: una salita sul massiccio del Monte Rosa.
Da allora è nata una bella amicizia. Mirko, in particolare, è ormai un compagno consolidato, con cui ho condiviso molte giornate in montagna. La scorsa estate abbiamo arrampicato sulle Dolomiti e sui satelliti del Monte Bianco, costruendo fiducia e passo dopo passo anche un bel curriculum.

Uno degli obiettivi principali di quest’estate è il Monte Bianco, salendo dalla via normale italiana, la cosiddetta “via del Papa”.
A mio avviso, è la più bella tra le vie normali alla vetta. Sicuramente la più selvaggia, e senza dubbio la più impegnativa.

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Canalone Neri alla Cima Tosa

La prima volta che abbiamo sentito parlare del Neri, e capito esattamente cosa e dove fosse, è stato l’anno scorso a maggio, ai test di Ski Alper, da un Casaro gasato grazie ad una primavera carica di neve. Il Neri per me non era contemplato nei potenziali giri e per Marco, da piemontese appena trapiantato in Trentino, penso fosse lecito non conoscerlo e dunque non metterlo in cima alla lista dei canali di sci ripido nei paraggi di casa.

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un Caré Alto quasi invernale - Cresta Cerana

Ultimamente abbiamo avuto tante idee di avventure, tanta voglia di fare lo zaino e partire ma poi per un motivo o per l’altro (lavoro, ed una infiammazione ai gomiti di Marco che ci ha portato ad uno stop forzato), siamo stati costretti a cambiare i nostri piani.

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Una settimana ad Alagna

A metà luglio saremmo dovuti andare ad Alagna per fare il giro delle tre cime con Marta e Saulo. Una data programmata da mesi, pianificata accuratamente affinché tutti e quattro fossimo disponibili. Rifugio prenotato, e loro gasati per la prima esperienza su un 4000.

Ahimè però il meteo non abbiamo potuto prenotarlo e non è stato dalla nostra parte. Morale, uscita rimandata, con il rischio di trovare il ghiacciaio in condizioni meno buone ad agosto, e che, ovviamente, il meteo ci freghi di nuovo.

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