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selvaggio blu in one push

Dalle parole di Marco.

Selvaggio blu in giornata.
Sono venuto in Sardegna per la prima volta nella mia vita due anni fa. In vacanza e per scalare. Del selvaggio Blu sapevo poco o niente. Sapevo che era un trekking e che c’era parecchio da perdersi. Al tempo l’idea di farlo non mi interessava perché volevo arrampicare e basta. Poi un amico ci propone di fare le prime due tappe in giornata (Pedra Longa-Goloritze). Dico subito di si. Penso sia una buona opportunità per vedere una parte del percorso e poi l’idea di fare due tappe fast and light mi gasa.

La primavera dopo torniamo con amici per completare le ultime tre tappe. Questa volta in tre giorni, godendoci ogni singola tappa. Il giro è troppo figo per non proporlo tra le mie attività di Guida e cosi piano piano lavorando sul percorso, il Selvaggio Blu si fa addomesticare, imparo a leggere i ‘’sentieri’’, mi appassiono, e cosi nella mia testa l’idea di farlo in one push da impossibile diventa possibile.


Finito l’ultimo giro con i ragazzi a maggio torno a casa e comincio ad allenarmi, mi iscrivo ad un trail e poi, cosa più importante, devo trovare qualcuno che abbia voglia di condividere questa sfacchinata. Chiedo agli amici del Pedrotti e ovviamente mi dicono subito di si. Alé, si parte!


Il mio piano è di partire da Santa Maria Navarrese e di andare in spiaggia ad ogni singola cala. Pedrosu, Cuau, Goloritze, Mariolu, Biriala e per finire Cala Sisine. Sul percorso ci sarà il supporto di Alice, Franco e Matteo. Se per gli allenamenti di corsa ero abbastanza solido, per organizzare i rifornimenti di acqua e cibo ci abbiamo invece dedicato vari ragionamenti. Idem sull’orario di partenza, che alla fine sarà alle 3.30, così da non rischiare di cuocersi sui campi slavati ma aggiungendo la difficoltà della riconoscibilità del percorso di notte. 
Alice ci farà i primi tre rifornimenti via terra mentre nel frattempo Franco e Matteo prenderanno il gommone e la caricheranno successivamente, dopo cala Goloritzè. Tutto è organizzato al meglio, le gambe girano e le ore notturne volano sotto la luce della luna piena e delle nostre frontali. Alle 8.25 siamo a Goloritze. Indossiamo gli imbraghi e corriamo verso la ferrata. Questo tratto è il più tecnico e normalmente ci vogliono varie ore per affrontarlo ma consapevoli di avere tutti e 4 un passo ed un piede sicuro, 40 minuti dopo siamo a Mariolu. Stiamo tutti bene, l’umore è alto ed il ritmo ottimo. I nostri rifornimenti consistono in acqua, coca cola, panini, barrette, e Pringles e Haribo per la famiglia nicolini 🙂 
A Mariolu Franco si unisce alla nostra “Cordata” per aiutarci con le calate e rimarrà con noi fino alla fine. Franco Nicolini non ha bisogno di grandi presentazioni, a 62 anni è ancora qui che tiene il ritmo dei più giovani. Chapeu. “Passo del gatto” a Mudaloru e a seguire Biriala, dove abbiamo l’ultimo rifornimento. La gioia sale, da qui a Sisine sappiamo che la tappa è super corribile e che la fine del mio piccolo sogno si avvicina. 


9h e 50 minuti, 45km e 3600m D+ dopo essere partiti da Santa Maria Navarrese, arriviamo nella spiaggia di Cala Sisine. Un viaggio incredibile reso possibile da una macchina organizzativa animata a da amici che hanno condiviso e colto l’entusiasmo che ha pian piano fatto crescere quest’idea. 
Grazie a Gallo, Elena, Kikko, Franco e Matteo, ma soprattutto ad Alice che mi supporta e sopporta quando mi vengono queste idee che è impossibile togliermi dalla mente 😉

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