La Salbit era un sogno che avevamo nel cassetto orami da quasi tre anni, un nome che riecheggiava quando si parlava di pianificare un’avventura con la A maiuscola, ma che, per un motivo o per l’altro, è sempre rimasto li.
Quest’anno si sono allineati vari pianeti, in primis quelli riguardanti il meteo, perché per affrontare la cresta ovest della Salbitschijen, la Westgrat, ci volevano due giornate pressoché perfette. La Westgrat conta 32 tiri, 6 torri, svariate calate e una roccia fenomenale dall’inizio alla fine. Abbiamo deciso di farla in due giorni, bivaccando su una torre.
La pianificazione dei preparativi questa volta non comprendeva solo il materiale alpinistico bensì anche fare i conti con tutto ciò che ci sarebbe servito per bivaccare su una delle torri, dunque sacco a pelo, materassino, sacco bivacco, uno strato caldo, cibo, fornelletto, e 4 litri d’acqua a testa. Insomma non proprio uno zaino da avventura fast and light.
Domenica 30 settembre ero a fotografare i mondiali di MTB in Val di Sole e Marco mi scrive dicendo “Amore, come va? Sei libera? Dopo ti dico una cosa”. Chi mi conosce sa che la pazienza non è una delle mie migliori qualità, brutalmente soppiantata giornalmente dalla curiosità, quindi mi trovo a rispondere “Dimmi subito, che sono tra una gara e l’altra”. Mi chiede se mi va di partire il giorno dopo per fare la Salbit. Giusto il tempo di fare un cambio zaino e attrezzatura, e la mattina del giorno seguente siamo in macchina in direzione Göschenen.
Il piano è di dormire alla Salbit Hütte e attaccare la cresta il giorno dopo con le prime luci. Abbiamo tutto il giorno a disposizione visto che prevediamo di dormire sulla terza torre, in quello che viene chiamato il “Salbit Hotel”.
Il rifugista ci chiede i nostri piani e ci sconsiglia di fare la Westgrat in due giorni perché, testuali sue parole, “non è divertente scalare con lo zaino pesante”. Ma questa cresta se la tirerà tutta Marco, e pensare di fare 32 tiri di fila, non in alternato, è impegnativo. Pensiamo ai nostri piedi, valutiamo come potrebbe essere la nostra freschezza mentale, e decidiamo di rimanere fedeli al nostro progetto. Inoltre, io non ho mai dormito in parete e la cosa mi gasa abbastanza!
Partiamo dalla Salbit Hutte prima dell’alba, e ci troviamo all’attacco del primo tiro con il sole che inizia ad illuminare la base della parete. E meno male. Sapevamo che il primo tiro era un mezzo palo nei denti, e farlo al buio, con la roccia umida non ci avrebbe aiutato. Se poi vogliamo aggiungere i 9 chili a testa del nostro zaino, senza contare il materiale già attaccato all’imbrago, fortuna che almeno il sole ha reso tutto, almeno alla vista, più piacevole.
A parte il primo il tiro i successivi 8 per arrivare in cima alla prima torre filano via veloci, lo zaino si sente ma non è troppo di intralcio. Due calate brevi e siamo all’attacco della seconda torre. Qui i primi due tiri si impennano, e lo zaino si sente eccome. Per essere un 6a ed un 5c non sono proprio banali affrontati con il nostro overweight,
In cima alla seconda torre ci prendiamo il tempo di bere e mangiare. Il viaggio è ancora lungo e non vogliamo trovarci in mezzo ad una crisi di fame o di sete. Quando raggiugiamo il Salbit Hotel, sono quasi 9h che scaliamo, pause comprese. Ci fermiamo, entusiasti delle piazzole che abbiamo a disposizione. Non abbiamo visto nessuno in tutto il giorno e siamo soli in tutta la Westgrat. Incredibile se pensiamo che quando eravamo stati qui due settimane prima, per fare la Sudgrat, vedevamo un sacco di cordate su queste pareti.
Prepariamo il nostro bivacco e la cena. Inutile dire che il riso delle buste era il più buono di sempre. Ci godiamo il tramonto, con un timido sole che cerca di farsi spazio tra le nebbie che corrono veloci.
Durante la notte si è alzato un po’ di vento, e come temperatura nei nostri sacchi a pelo eravamo giusti giusti. Scaldiamo l’acqua per il the. Il sole non si fa vedere. Ripartiamo poco prima delle 8 con addosso calzamaglia e termica. Ci caliamo. Nell’intaglio tra le torri tira un forte vento da nord. Le mie mani sono congelate dopo aver fatto il primo tiro in una offwidht non troppo facile. Guardo Marco, consapevole che sarà una giornata lunga.
Procediamo più velocemente rispetto al giorno prima, abbiamo meno peso e forse ci stiamo anche abituando a questa cavalcata tra torri e spigoli in opposizione.
Quando siamo quasi in cima alla quinta torre esce il sole. Il paesaggio cambia, il vento cala, e io abbandono il piumino. Ci guardiamo intorno consapevoli che ormai non manca troppo alla famosa ultima punta.
Sulla sesta torre c’è il tiro in A0. Non proprio un “ciapa e tira". O chi ha chiodato aveva un’apertura di braccia estrema o agli svizzeri piaceva l’idea di lasciare un po’ di pepe anche qui 😉
Gli ultimi tiri sono chiamati Rateau de Chevre. Uno spigolo tutto da affrontare in opposizione. Tanto estetico quanto delicato, visto che è improteggibile per parecchi metri. Qui qualche spit in più, considerata anche la stanchezza mentale che si stava accumulando per le due tanto belle quanto intense giornate consecutive, avrebbe fatto piacere.
[La via è stata richiodata e forse si può dire “addomesticata” nel 2024. Non conosciamo come fosse la chiodatura precedente, sicuramente sono stati messi alcuni spit di progressione per non far perdere “la retta via”, più altri spit dove strettamente necessario. Si può integrare facilmente ma è bene avere un buon margine sul grado, soprattutto se si scala con uno zaino pesante. Da non sottovalutare che i gradi sono stretti].
Dopo l’ultimo Rateau de Chevre vediamo la fiamma. Ci invade una sensazione di soddisfazione che era da un po’ che non provavamo.
La scaliamo e rimaniamo seduti in cima per qualche minuto ad osservare tutta la “strada fatta”. Si vede la torre dove abbiamo dormito. Un viaggio tra torri e fil di cresta. Finalmente possiamo dirlo: “siamo in cima alla Salbit”.
Un sogno che si avvera. Che si è fatto attendere, ma che è arrivato nel momento giusto. All’improvviso si, ma consapevoli di avere molta più esperienza ora rispetto a quanta ne avremmo avuta quando ci è sorta l’idea.
E come tutte le avventure più impegnative, questa sarà una di quelle che rimarrà vivida nei nostri ricordi per un bel po’. E non si tratta solo della scalata o della sua estetica, bensì un insieme di pianificazione, attesa, desiderio, curiosità per dormire in parete, e soprattutto condivisione di esperienze così con il mio Marco.
Note Salbit Westgrat
Avvicinamento carichi come dei muli 1h30 dal parcheggio al rifugio.
Dal rifugio attacco della via 1h30 con calma.
Partenza primo tiro dietro al bivacco ore 8.12. Targhetta salbit westgrat alla base.
Primo tiro con zaino pesante e a freddo lo trovato impegnativo.
I tiri seguenti fino all ultimo sono facili e si scalano facilmente ma sono un po' da individuare in mezzo all’erba. l'ultimo tiro sale un dietro a V dove ho messo un friend e ho azzerato.
Dalla cima della prima torre, ore 10.53, due doppie corte portano alla base della seconda torre.
Il primo tiro è un 5c che per essere 5c lo trovato impegnativo. Il secondo tiro di 6a rimane impegnativo. Se ci si sposta a destra in prossimità di una fessura aggettante è più facile.
I rimanenti tiri sono facili.
Diversi posti in cima alla seconda torre, ore 14, per bivaccare. Bei bivacchi.
Dalla seconda torre doppia di 10 e poi 50 metri porta alla base della terza. Seconda doppia su muro liscio molto improbabile incastrare le corde.
Il primo tiro della terza torre parte sulla destra. Spit visibile. Ore 16 inizio terza torre. Facile
Il secondo tiro della terza torre muretto di 10 metri un po' strapiombante dove non avevo cazzi e ho azzerato brutalmente su spit. Il resto per arrivare in cima alla terza torre è facile.
In cima alla terza torre, ore 17, ci sono diverse piazzole per dormire. Due piazzole da due sono completamente riparate dalla pioggia. Altre 2 sono all aperto. Molto bello per bivaccare.
Per arrivare a prendere la calata dalla cima della terza torre salire un muro di circa 2 metri. Uscita tipo "esco dalla piscina".
Dalla terza torre doppia da 40 metri. Scomoda la partenza.
Partenza sulla quarta torre ore 8.15.
Tiro di 5a. Secondo tiro 6b a 0. Ho tirato i rinvi su due spit poi ho incastrato un friend e azzerato brutalmente.
Tiro di offwitht di 5c poi un 4c portano in cima alla 4 torre. Per arrivare alla calata si passa a sinistra della torre lato nord.
Dalla cima della quarta torre calata corta fino ad una sosta fatta di cordini e moschettone vecchio. Altra calata da 20 metri portano alla base della 5 torre dove ci sono diverse piazzole per dormire. Una piazzola sotto lo strapiombo è riparata dalla pioggia. Posto comodo ma non bellissimo per dormire.
Partenza della quinta torre in un diedrino ore 10.10. Spit visibile in alto. Dopo che si svalica verso sud si trova un masso con uno spit. Fare sosta.
Da lì si riparte andando a destra. Superare uno spigolo con spit. Disarampicare 1-2m verso destra, e risalire fino in cima dove si fa sosta. Da li traversare su crestina e fare sosta prima del traverso con fessurino. Sosta su uno spit. Tiro successivo parte in traverso. Ci sono diversi spit e si azzera facilmente ma si fa anche in libera. Poi sale per fessure. Sosta a metà muro. Ultimo tiro di 5c sempre impegnativo porta in cima alla quinta torre. Dalla cima doppia corta di 15 metri porta alla base della sesta e ultima torre.
Si riparte orizzontalmente su una cresta e si fa un traverso A0 su spit. Non si fa più il pendolo come una volta. Dopo il traverso si sale e poi si scende andando a sostare alla base del tiro di 6a A0. Il tiro successivo parte verticale su spit, non proprio A0. Un po' bisogna impegnarsi. Si prosegue sul Rateau de Chevre. Esposto e con spit distanti. Tiro lungo da 40/50 metri. Il tiro successivo parte con un bello slego sempre su Rateau de Chevre. Più semplice rispetto al primo ma partenza engagé. Il resto per arrivare in cima facile. Per arrivare alla base della fiamma si passa sinistra su terreno facile . Ultimo tiro per arrivare in cima alla fiamma con un solo chiodo e poi slego facile fino in cima. Circa 10 metri. Ci si cala su anello verso nord. Cima della fiamma 14.30
Per farla in giornata secondo me si deve essere 2 bravi pari livello. Noi abbiamo impiegato senza correre circa 15 ore complessive di scalata.
Materiale.
Corda singola 50 metri
Rad line 60 metri
Serie di Friend 0,3-3
10 rinvii dei quali qualcuno allungabile, fettucce.
Sacco a pelo e materassino leggero, sacco bivacco, Fornello, 4 buste, Circa 3,5/4 litri a testa. 3 gel e 5 barrette. Drone e macchina foto.